Molti avranno sentito parlare di neuromarketing, ma cosa è in realtà questo fenomeno che si sta sviluppando sempre di più il tutto il mondo e che è arrivato anche in Italia?


Il neuromarketing è la fusione tra neuroscienze e marketing. Può sembrare difficile a primo impatto da comprendere ma si tratta dell’applicazione delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing per comprendere e misurare il suo impatto sui consumatori. Un modo, dunque, per capire ciò che le persone osservano e ciò che scatena in loro una reazione emotiva, anche quando non ne sono pienamente consapevoli.

Neuromarketing, cosa comprende?

La parola “neuromarketing” è stata coniata da Ale Smitds nel 2002 e si rifà all’utilizzo delle tecniche neuroscientifiche che vogliono avere una più completa comprensione del consumatore. Si tratta di un modo efficace per avere strategie di marketing più funzionali.
La disciplina dimostra che le decisioni vengono prese perché guidate dalle emozioni, in modo quindi irrazionale. Tante le variabili che influenzano il consumatore ad acquistare il prodotto, molto spesso spinto da un consiglio di un amico, dalla pubblicità vista in televisione o sui canali social, dai cartelloni stradali, dal design del prodotto.

Su questa teoria dell’inconscio si basa il pensiero di Gerald Zaltman. Secondo il professore di marketing il 95% delle decisioni di consumo viene influenzato da processi che coinvolgono l’inconscio perché gli annunci pubblicitari visti e piaciuti vengono conservati nella memoria e, in seguito, permettono di collegare nuovi ricordi ad altri acquisti effettuati in precedenza.

Tante le pubblicità che usano la disciplina

Vi siete mai chiesti perché alcune pubblicità, dopo anni e anni, continuano ad essere ricordate? Grazie ad alcune tecniche di marketing, come dei sondaggi online e degli studi di neuromarketing, si riesce a comprendere come queste pubblicità diventano leggendarie.
È fondamentale però dividere le campagne pubblicitarie online da quelle televisive. Si tratta di pubblici diversi che non funzionano negli stessi contesti. Per tale motivo bisogna diversificare e far in modo che le agenzie ottimizzino i video sulle piattaforme utilizzate così da avere un consumatore felice e in target con quanto visto.

Per realizzare pubblicità che emozionano, bisogna seguire i fondamentali dell’Emotional Customer Journey:
1. Ottenere l’attenzione del consumatore puntando su una storia coinvolgente che abbia un messaggio emozionante, sia una frase dal grande impatto che con immagini o simboli,
2. Dopo l’attenzione, è il momento di attrarre il possibile cliente con tecniche di persuasione;
3. Utilizzare termini semplici ed efficaci che vengano recepiti subito dall’utente;
4. Concludere con una call to action che deve essere chiara e coerente.

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